Analisi backlink per la SEO: 11 tecniche per valutare quali sono quelli buoni

6 settembre 2018
in SEO, Tecniche

SEOZoom

Cosa sono i backlink

I backlink sono link che partono da un sito verso il tuo.
Google e molti altri motori di ricerca considerano questi link come un “voto” al tuo sito.
Bisogna però stare attenti a chi “vota” il tuo sito, perchè può essere un buon votante così come un cattivo votante.

Ma i backlink sono fondamentali per la SEO del tuo sito?

 

La link building è morta

La link building è buona, la link building è cattiva.
La link building fa bene al tuo sito, la link building è il male assoluto.
La link building è (ovviamente) morta. Lunga vita alla link building.

Come in ogni affare SEO leggo e sento campane che sono divergenti, che sostengono cose completamente diverse.
Gente che sostiene che bisogna fare solo link earning altrimenti hai automaticamente il cappello nero in testa. Gente che sostiene che si può fare della sana PR, per non chiamarla in realtà guest posting a pagamento.

Considerando il pullulare di offerte a pagamento di guest post che vedo ogni giorno nei social, direi che la link building è più vivo che mai ed è più utile che mai alla tua SEO.

I backlink sono tuttora un fattore di ranking fondamentale.

 

 

Link earning vs. link building

Da anni Google spinge sull’acceleratore della link earning, cioè sulla capacità del tuo sito di acquisire backlink in modo naturale.

Online puoi trovare tonnellate di consigli su come fare link earning.
In estrema sintesi, le attività per acquisire link naturali sono:
guest posting gratuiti, non a pagamento: si tratta di guest post che servono a dare uno scambio di visibilità a chi accoglie il post nel proprio blog e a chi lo scrive.
creazione di tool o strumenti online: ad esempio, creare un plugin di WordPress ti può produrre un notevole picco di backlink naturali.

Il limite della link earning è un tipo di attività che produce risultati in tempi medio lunghi.
Inoltre con essa non hai mai la sicurezza, la certezza matematica di acquisire link.

 

Come puoi analizzare e valutare un backlink di qualità

Ok, ora passiamo al dunque.
Il venditore di link di turno ti chiede per il tuo link una determinata somma (oggi come oggi si va dai 50€ in su per 1 o più slot).
La richiesta di danaro che ti fa è corretta?
Il link li vale quei soldi?
Come fai a scoprirlo?

Controlla attentamente le seguenti cose.
Ti permetteranno di valutare come positivo o negativo un backlink.

1) Il sito deve essere indicizzato da Google

Banalmente, puoi fare un test veloce andando su Google e cercare site:dominio.it
analisi backlink SEO: verificare che un sito sia indicizzato
Se trovi dei risultati di indicizzazione, il sito è indicizzato.
Se la tua query non restituisce risultati, non comprare link da quel sito: vuol dire che stato bannato da Google.

2) Il sito è stato visitato dallo spider di Google da non più di 7 giorni

Il sito deve essere costantemente scansionato dallo spider di Google. Questo è indice di una buona struttura del sito, di una buona struttura di link interna e di un robots.txt scritto per bene.
Qui sotto ti mostro come vedere quando (in quale data) il sito che ti propone un link è stato scansionato.
analisi backlink SEO: verificare copia cache recente

3) Il sito è vecchio

L’anzianità del sito, presa da sola, non ti deve convincere alla ‘bontà’ del sito.
Tuttavia valuta i siti che hanno almeno dai 18 mesi in su.

4) Il sito ha contenuti unici

Il sito deve avere contenuti unici del settore che a te interessa.
Evita i siti generalisti pieni zeppi di articoli dei settori più disparati, salvo che non si tratti di testate giornalistiche importanti ed il tuo sito sia a tema.

5) Il sito ha avuto un contenuto coerente nel corso degli anni

Con Webarchive puoi vedere se il sito che ti linka ha avuto un contenuto coerente nel corso degli anni.
Evita siti che hanno cambiato spesso il proprio tema, il proprio core topic.

6) Il sito non è anonimo

Valuta solo i siti di “chi ci mette la faccia”, quelli che hanno contatti email e telefonici chiari e ben visibili o per esempio una partita IVA (valuta ovviamente che quest’ultima sia davvero esistente).
Valuta bene anche la presenza di una privacy e cookie policy.

7) Il sito non è stato penalizzato

Un sito può essere passato di mano in mano.

8) I post del sito hanno interazioni

Un segnale di autorità del sito che ti link è la presenza di una community che segue i contenuti del sito.
Solo la presenza di una vera audience può creare engagement rispetto ai post, cioè interagire ai post del sito che ti vuole linkare.
Se l’audience è attiva è un buonissimo segnale.

9) Gli autori del sito sono anche attivi socialmente

Per socialmente intendo online, non nella vita reale 😀

10) Autorevolezza di chi scrive nel sito

Faccio riferimento all’ultimo update algoritmico di Google, quello dell’agosto 2018, indebitamente definito da Barry Schwartz “Medic Update”.
Risulta chiaro anche dalle parole di John Mueller (vedi video qui sotto) che chi scrive nel sito da cui ricevi i backlink deve essere autorevole.
In termini pratici, se è un sito che parla di medicina controlla bene che gli autori della redazione siano effettivamente dei medici laureati o specialisti, abbiano pubblicato nel sito il loro curriculum e le loro pubblicazioni.

11) Il sito deve essere scritto con la tua stessa lingua

E possibilmente avere la tua stessa estensione.


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