Come strutturare un sito web in chiave SEO: il siloing

Come strutturare un sito web in chiave SEO: il siloing o alberatura

13 dicembre 2017
in SEO, Tecniche

SEOZoom

Ho l’onore di ospitare nel mio blog Filippo Jatta, consulente SEO: è il primo esperimento di guest posting in questo blog.
Spero vi piaccia!

L’importanza della struttura del sito in chiave SEO

Per posizionare un sito web nelle prime posizioni di Google sono necessarie fasi ben determinate.

Anzitutto una corretta strategia: bisogna studiare il business al fine di decidere quali risultati si vogliono ottenere nel breve e nel medio-lungo termine.
Terminata la fase di selezione delle parole chiave e degli argomenti migliori bisogna ottimizzare il proprio sito web.

Ed ecco che spesso, tra i non specialisti SEO, si crea un malinteso.

In molti, infatti, credono che l’ottimizzazione del sito web consista semplicemente nell’inserimento di parole chiave all’interno di una pagina web, magari tramite l’utilizzo di h1, meta title e così via.

Questa però è l’attività di ottimizzazione SEO on page, mentre bisognerebbe partire dalla spesso sottovalutata, ma fondamentale, SEO on site.

SEO on site

Ma in cosa consiste la SEO on site e perché è importante per raggiungere le prime posizioni di Google?

Consiste nello strutturare tutti i menu e i link interni in maniera tale da ottenere i seguenti benefici:

  1. Google sarà in grado di indicizzare senza problemi il sito web
  2. Google capirà l’argomento del sito, e per quali keyword posizionarlo
  3. di conseguenza, aumenterà il traffico organico
  4. Per i visitatori sarà più semplice interagire con il sito web
  5. Aumenteranno i dati di permanenza delle visite
  6. Di conseguenza, aumenteranno i ricavi

Il siloing, o l’alberatura del sito

Bene, detto questo, vediamo come strutturare in maniera adeguata un sito web.
In gergo, quando si parla della corretta struttura da dare a un sito web, si parla di alberatura (in italiano) o di siloing (per gli anglofoni).
Questi due termini vengono usati in maniera equivalente, anche se trovo più appropriato il primo (alberatura) in quanto, già a livello figurativo, dà idea di come bisogna operare.

In questa immagine ho schematizzato una possibile alberatura di un sito.


Come si vede dall’home page devono essere presentate, immediatamente e nel menu di navigazione, le pagine principali del sito.

Nel caso di un e-commerce, ad esempio, le pagine principali possono essere le pagine di categoria dei prodotti 1, 2, 3 e 4.
Un errore che spesso si compie negli e-commerce è quello di dare invece spazio, nel menu principali, a pagine come “chi siamo”, “dove siamo” (perfettamente inutile per un e-commerce), “la nostra mission”, eccetera.
Mi è capitato più volte di dover ottimizzare per la SEO e-commerce con un menu di navigazione non ottimizzato, che presentava, invece che le pagine categoria dei prodotti principali, pagine secondarie, non strettamente legate ai prodotti in vendita, come ad esempio la pagina “privacy policy”.

Il problema è che mettere in primo piano tali pagine rende difficoltosa la navigazione ai visitatori, che si trovano, pronti via, immediatamente davanti voci poco utili ai fini dell’acquisto dei prodotti.

Anche Google si ritrova in difficoltà: entra nel sito web, cerca di capire cosa tratti un sito, e cosa venda, e vede invece pagine generiche e poco specifiche, che non soddisfano la search intent.

Il menu di navigazione è fondamentale nel posizionamento SEO su Google, sia perché trasmette una grande quantità di link juice, sia perché è un punto di riferimento strategico per la navigabilità di un sito web.
Una volta che, da questo, si sceglie una categoria di prodotti da navigare, quindi si clicca su uno dei pulsanti del menu di navigazione, si dovrebbe procedere verso le sottocategorie, o verso le pagine prodotto.
Tutti i link blu dell’immagine sono link che è assolutamente consigliabile mantenere.

Quindi la home linka alle varie categorie, poi queste linkano alle rispettive sottocategorie (se presenti) e queste ultime ai relativi prodotti.

Il Prodotto che fa parte di una determinata categoria dev’essere quindi linkato solo dalla categoria di appartenenza.

Un caso esemplare di siloing

Facciamo un esempio con un sito di tecnologia: dalla home page ci sono 3 categorie, ad esempio “videogiochi”, “smartphone” e “laptop”.

La categoria videogiochi si diramerà nelle sottocategorie “xbox one”, “PS4” e “nintendo switch”.

La categoria “xbox one” non verrà dunque linkata dalla categoria “smartphone”, ma solo da quella relativa ai “videogiochi”.
A sua volta la sottocategoria “PS4” mostrerà, al suo interno, i videogame della console Sony.

I videogame Sony non dovranno essere linkati dalla sottocategoria della “nintendo switch”, in quanto tali videogame non sono utilizzabili sull’altra console.
I link interni, quindi, devono scorrere, dall’alto in basso, dalla home verso i singoli prodotti, in maniera ordinata e sempre verticale.

Nell’immagine ci sono anche dei link rappresentati in giallo.
Questi sono link che possono essere inseriti, a seconda dei casi. Sono link orizzontali, che collegano pagine sullo stesso livello.

Tornando al nostro esempio, prendiamo la categoria “smartphone”.
Questa si potrebbe diramare in 3 sottocategorie, ad esempio “Samsung”, “One Plus” e “iPhone”.

E’ possibile linkare tra loro queste sottocategorie in quanto sono comunque accomunate da un argomento simile.

Per tale motivo, linkare la pagina degli smartphone Samsung con quelli della Apple non rappresenta un problema.
Non avrebbe senso, però, linkare tra loro la sottocategoria “PS4” con la sottocategoria “iPhone”, in quanto appartenenti a due categorie (videogame e smartphone) ben distinte, e da mantenere separate.

Riassumendo, possiamo quindi usare link interni in maniera verticale e orizzontale.
Quest’ultimo caso se le categorie o i prodotti sono effettivamente attinenti tra loro.

Torniamo all’immagine dell’esempio e noteremo dei link in rosso.

Si tratta di link trasversali, da evitare, che collegano tra loro prodotti relativi a una determinata categoria con una categoria differente.

Torniamo al nostro esempio.
Il nostro sito di tecnologia non potrà linkare la sottocategoria “iPhone” ai videogame per una console Nintendo.
Si tratta di link trasversali da evitare per due motivi:

  • la navigazione del crawler di Google all’interno del sito web sarebbe disordinata, così come il flusso di link juice.
  • si finirebbe con il trasmettere link juice in maniera poco ragionata e poco efficace, in quanto, ai fini del posizionamento su Google, i link provenienti da pagine poco correlate tra loro non sono efficaci come quelli provenienti da pagine che trattano argomenti simili.

Come strutturare un sito web in chiave SEO: il siloing
Tornando alla definizione iniziale, parliamo quindi di alberatura.
Alberatura perché il nostro sito (soprattutto gli e-commerce) dovrebbero avere una struttura appunto ad albero.
L’home page (il tronco) si dirama nelle principali categorie (i rami più robusti).
Questi, a loro volta, danno accesso alle sottocategorie (i rametti).
Dai rametti si possono poi visualizzare le singole foglie (i prodotti).
Così come una foglia non può stare su due rami contemporaneamente, allo stesso modo un prodotto non può essere collegato a due categorie.
E’ ovvio che ci possono essere delle eccezioni però.
Si tratta magari di pagine estremamente strategiche e importanti per il proprio business, che per essere rinforzate possono essere linkate in maniera più massiccia.
I casi specifici però andrebbero analizzati caso per caso, perché la struttura di base va comunque mantenuta in maniera pulita e ordinata, secondo quanto spiegato in questa breve guida.

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Come strutturare un sito web in chiave SEO: il siloing o alberatura
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Come strutturare un sito web in chiave SEO: il siloing o alberatura. Guest post di Filippo Jatta.
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JFactor

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